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PREMIO
NOBEL PER LA LETTERATURA 2009
Herta Muller.
Un trionfo a sorpresa quello della
scrittrice tedesca di origine romena.
Il romanzo Il paese delle prugne verdi, uscito nel ’94 e
tradotto in italiano l’anno scorso, racconta la storia di quattro amici
perseguitati dalla polizia politica a causa delle loro idee.
In una Romania degli
anni Ottanta, quasi sospesa nel tempo, quattro giovani si
ritrovano uniti dal suicidio di una ragazza di nome Lola.
Da quel dolore e dalla consapevolezza di vivere in un Paese sottomesso alla
dittatura, scaturisce un comune anelito di libertà che si nutre di letture
e pensieri proibiti. Ben presto però i quattro devono fare i conti con
l'onnipresenza del terrore. Agli interrogatori sistematici della polizia
segreta, ai pedinamenti e agli atteggiamenti intimidatori segue la perdita
del lavoro e, quand'anche si riesca a espatriare, ecco che le minacce
proseguono e la morte ritorna sotto forma di misteriosi suicidi. In tutta
questa oscurità, l'amicizia e l'amore sopravvivono.
Grazie a uno stile evocativo e immaginifico, Herta Müller
- che come la protagonista del romanzo appartiene a una minoranza di lingua
tedesca della Romania - riesce a trovare e far scaturire la
poesia persino dal degrado materiale e spirituale di un'intera nazione.
Herta Müller
è nata nel 1953 in un villaggio di lingua tedesca nel Banato
rumeno. Dopo aver rifiutato di cooperare con la Securitate,
la polizia segreta del regime di Ceauşescu, perse il
lavoro e le fu impedito di pubblicare. Nel 1987 riuscì a
emigrare in Germania. Con Il paese delle prugne verdi si è
aggiudicata, nel 1998, l'Impac Dublin Literary
Award al quale si sono aggiunti, successivamente, numerosi altri
riconoscimenti tra cui il Premio Kleist, il più
prestigioso premio letterario tedesco, il Premio Joseph Breitach,
il Premio Franz Kafka, il Premio Konrad Adenauer
e il Premio letterario europeo Aristeion.
PREMIO
SIANI AL LIBRO ''C'ERANO BEI CANI MA MOLTO SERI''
NAPOLI -
"'C'erano bei cani ma molto seri' è un libro delicato e gentile, un
racconto toccante e personale nel quale, a distanza di trent’anni, Alberto
Spampinato restituisce l’immagine appassionata e gentile, di questo
giovane giornalista'' che era suo fratello Giovanni''. Con questa
motivazione la giuria del Premio Giancarlo Siani 2009, presieduta da Polo
Siani, ha assegnato a Napoli il primo premio al libro edito da
Ponte alle Grazie. Il Premio Siani è intitolato al cronista del ''Mattino''
Giancarlo Siani assassinato nel 1985 mentre pubblicava clamorose notizie sui
legami fra la camorra e i corleonesi di Totò Riina.
Il primo premio è stato conferito a Spampinato ed, ex aequo, al
documentario sull'emergenza rifiuti in Campania "Biutiful cauntri".
Nel 2006, quando ancora non era un best selle, il Premio Siani fu
assegnato a "Gomorra" di Roberto Saviano .
Il libro di Spampinato, spiega la giuria, è stato premiato perché
ricostruisce la figura umana e professionale del cronista di Ragusa
"dando ampio spazio alla memoria degli anni trascorsi insieme, in
famiglia, con la passione politica del padre, che era stato eroico
comandante partigiano in Jugoslavia, la condivisione dei giochi
d’infanzia e della gioia del raccontare, fino all’indicibile
squassante dolore della perdita e anche con un’indagine personale e
profonda sulla storia culturale e sociale della sua terra, la Sicilia e del
nostro Paese, arricchendo il testo di significativi contributi e di pagine
tratte dagli scritti di Giovanni".
Una recensione